Legge sull’agricoltura sociale della Regione Toscana

Mercoledì 10 febbraio 2010, il Consiglio Regionale toscano ha approvato il nuovo testo di legge che riconosce e disciplina l’agricoltura sociale.

Il testo di legge è scaricabile qui di seguito
legge_AS_burt

Riportiamo di seguito il testo del comunicato del consiglio regionale.

Firenze – L’agricoltura sociale ha un nuovo testo di legge di disciplina. Come ha spiegato il relatore Aldo Manetti da tempo sono attive nella nostra regione esperienze che usano il lavoro della terra come terapia per inserire nella società le persone appartenenti alle fasce deboli ed allo stesso tempo far crescere ortaggi, frutta e cereali od allevare animali con criteri di sostenibilità ambientale. “La cosiddetta agricoltura sociale in Toscana viene già praticata da circa 150 soggetti, tra cooperative, imprenditori agricoli, associazioni del ‘terzo settore’ – ha detto Manetti -. Una nicchia produttiva che svolge anche un servizio sociale importante, ma che si sta sviluppando senza un quadro di riferimento legislativo. Una carenza che la Regione Toscana, prima in Italia, cerca di colmare con questa proposta di legge”. In questo modo si potranno attivare con tempestività anche gli appositi finanziamenti previsti nel Piano di sviluppo rurale. La consigliera Angela Notaro ha annunciato voto contrario, perché a suo parere questa proposta di legge è frutto di una forzatura. “Si è voluto fare un testo di legge manifesto in fretta e furia a fine legislatura – ha detto Notaro -. E se anche le finalità fossero condivisibili ci si dovrebbe fermare davanti a un testo incompiuto, che pecca nella forma, che non riesce a sintetizzare la complessa normativa sull’argomento e che in definitiva rischia di rimanere inapplicabile”. Il consigliere Nicola Danti ha invece espresso apprezzamento per il provvedimento, che “persegue uno scopo nobile, già sostenuto negli atti di programmazione regionali, e che può rappresentare un’occasione per la Toscana”. Danti ha ricordato che con la legge si introduce un più stretto rapporto dei progetti avviati con i servizi sociali sul territorio, mentre la Regione Toscana si impegna a promuovere l’utilizzo da parte dei “poderi sociali” dei beni di enti pubblici e privati attraverso la sottoscrizione di apposite convenzioni. Soddisfatto anche Fabio Roggiolani, per il quale “è stato fatto un buon lavoro su un provvedimento che all’inizio sembrava solo un manifesto elettorale: questa legge ora sta effettivamente dentro una strategia sociale per l’inserimento lavorativo dei disabili e delle persone svantaggiate. Persone per le quali, anche prima della crisi, trovare lavoro è sempre stato difficile, e che non sentendosi utili raddoppiano le loro difficoltà. Questa legge è una risposta importante, certo parziale ma interessante”. (cem)

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